In memoria di Susana
“In nomen est omen” affermavano i Romani, sostenendo che la vera essenza delle cose e le attitudini degli esseri viventi risiedano nel modo di chiamarle, così la località Le Mortelle, sul promontorio di Zaro, ha nelle piante di mirto, il myrtus communis, il suo simbolo.
Questa pianta, sacra a Venere dea dell’Amore, insieme alla roccia di Zaro nera e dura, forgiata dal fuoco, arginata dal mare, scolpita dal vento accese il cuore e la mente visionaria di Susana Gil Paso, lady Walton, segnando il suo destino.
Con volontà prometeica insieme al marito, il famoso compositore William Walton, intese cambiare quello, che l’amico Laurence Olivier definì “una cava di pietre”, in casa, nella quale custodire il loro amore, celebrare la vitalità della Natura e la potenza dell’Arte, trasformare quella porzione di promontorio nel suo più grande atto d’amore: l’ideazione e la realizzazione dei Giardini La Mortella.
Susana era consapevole che la creazione di un giardino nasce dalla sensibilità e dalle aspirazioni del suo ideatore che, in dialogo con il luogo, crea un organismo vivente in continua evoluzione capace di perdurare oltre l’Uomo che lo ha immaginato, contribuendo a trasformare il paesaggio in cui insiste: piante, fontane, statue, stucchi, parole, odori, colori raccontano di luoghi visitati ed emozioni provate, nutriti da legami più forti delle distanze attraversate e rappresentano il “raro e prezioso mondo” di Susana, scala paradigmatica del Mondo.
I Giardini La Mortella sono un monumento vivente alla genialità di Susana Walton e al suo spirito vivificante che, come Venere, ha generato col suo soffio vitale Bellezza attraverso la creazione di questo giardino.
Narrano di un’anima indomita, ispirata dal sentimento di libertà e di profonda umanità, che affida in un unico messaggio ciò che ha animato il suo agire: prendersi cura di tutto ciò che vive.
La Fondazione William Walton e La Mortella, che gestisce questo immenso patrimonio culturale, ha inteso celebrare i cento anni dalla nascita della sua fondatrice con una serie di iniziative volte a narrare la vita, la passione per la Natura concretizzatasi nella creazione dei Giardini La Mortella, il suo amore per il marito William Walton, per la cui memoria ha sostenuto, attraverso varie attività giovani talenti musicali.
Fra queste vi è l’ideazione del percorso espositivo The intuition of Love, una serie di installazioni artistiche, caratterizzate dalla compresenza dell’elemento naturale, la roccia di Zaro e la pianta del mirto, e di lastre che riproducono riflessioni sul concetto di giardino e che hanno ispirato Lady Susana Walton a realizzare i Giardini La Mortella. Le installazioni, posizionate in alcuni punti strategici del Giardino, sono evocativi della bellezza della Natura e del paesaggio, che le circondano e offrono al visitatore la possibilità di una riflessione sulla personalità di Susana e sul suo sconfinato amore per la Natura.
È sempre una sfida complessa raccontare l’animo di una donna, maggiormente quando l’animo di quella donna, Lady Susana Walton, è stato anticonvenzionale e liberale nel pensare, appassionato e ardimentoso nell’agire, generoso nell’offrire la sua creatura, i Giardini La Mortella, espressione di un ingegno realizzatore e dell’intuizione di trasformare la lava di Zaro, massiva e inospitale, in luogo di diletto e amore, The intuition of Love.
Il percorso espositivo ideato e curato dalla dott.ssa Marianela Catuogno e voluto dalla Fondazione William Walton e La Mortella, The intuition of Love, nasce dal desiderio di celebrare l’animo e l’ingegno di Susana attraverso l’amore verso la Natura, rappresentata dai quattro elementi, Acqua, Fuoco, Terra e Aria, che mescolandosi creano materia, agitata dal soffio vivificante di Venere-Susana, genius loci dei Giardini La Mortella.
L’idea di utilizzare i massi della colata di Zaro come supporto per le installazioni disposte lungo il percorso di visita uniti alle parole di Susana, di Russel Page e Luis Barragàn e che rimandano al concetto dei quattro elementi, accompagnati dalla pianta del mirto, sacra a Venere, rappresentano lo strumento di una comunicazione più profonda che apre spazi di interazione tra l’io e la Natura in modo semplice e istintivo come avrebbe voluto Susana: un io che si riconcilia con una dimensione più grande, quella del Creato, e in cui si sente parte del tutto senza perdere la propria identità, assaporando odori, colori, suoni, sapori.
La prima installazione, posizionata all’inizio del viale, accoglie i visitatori con una riflessione di Susana sulla natura dell’impresa e al contempo dell’incoscienza visionaria che l’ha animata nel realizzare il Giardino. Un monito a perseguire i propri sogni.
da un fiume di lava
c’era bisogno di sogni visionari
rinforzati da una beata ignoranza”
Segue la seconda installazione dedicata all’Acqua, primo elemento della Natura e grande assente sul promontorio di Zaro, la quale è posizionata nel giardino a valle tra le fontane e la serra della Victoria. Rappresenta la grande sfida che Susana ha raccolto nel voler realizzare un giardino proprio in quel luogo ed espressione del genio di Russel Page nel creare con questo elemento la musicalità, “composta” attraverso lo zampillio dell’acqua delle fontane.
nelle nostre fontane, il silenzio canta”
La terza installazione dedicata al Fuoco, posta dinanzi alla Sala Museo, lì dove l’estro della Natura ha plasmato in un gioco chiaroscurale la lava di Zaro come una creazione artistica, è la celebrazione della potenza del Fuoco che crea, trasforma e rinnova la materia, archetipo di un Giardino che è in continuo divenire.
e rinnovamento;
non è finito mai realmente”
La Terra, elemento protagonista della quarta installazione, è una lode a quest’isola e al suo territorio ferace e millenario; protagonista indiscusso è la roccia di Zaro, che ingaggia un serrato confronto-dialogo con l’isola stessa.
tra la crescita mutevole delle piante
e questa presenza dà ai giardini una qualità senza tempo”
L’Aria, ultimo elemento della Natura raccontato con l’installazione posta nel punto più alto e panoramico del giardino, rappresenta l’abbraccio di Susana al Mondo, è lo sguardo profondo dell’animo che si offre a ciò che è altro da sé, il microcosmo di Susana, i Giardini La Mortella, in connessione col macrocosmo, il Mondo.
niente meno che l’Universo stesso”
Il percorso si conclude al Nymphaeum, dove Susana, raffigurata come Venere generatrice, è accompagnata da Apollo-William con il suo corteggio di Muse: al centro l’Acqua come Vita tra i punti cardinali, che diventano, ampliando semanticamente il loro significato, i quattro elementi della Natura.
Qui le parole dell’incipit dell’Inno a Venere del De Rerum Natura di Lucrezio celebrano la fondatrice dei Giardini La Mortella. Come Venere è anima e delizia di tutti gli esseri viventi, così Susana attraverso il suo Giardino rinnova in ogni visitatore un sentimento di diletto e amore.
alma Venus, caeli subter labentia signa
quae mare navigerum, quae terras frugiferentis
concelebras, per te quoniam genus omne animantum
concipitur visitque exortum lumina solis:
te, dea, te fugiunt venti, te nubila caeli
adventumque tuum, tibi suavis daedala tellus
summittit flores, tibi rident aequora ponti
placatumque nitet diffuso lumine caelum.
e degli dei, divina Venere, che sotto i segni mutevoli del cielo,
il mare che sostiene le navi e le terre che producono i raccolti vivifichi,
perché grazie a te ogni genere di viventi viene concepito e giunge a visitare,
una volta nato, i lumi del sole: te, dea, te fuggono i venti,
te le nubi del cielo e il tuo arrivo, sotto di te la terra operosa soavi fiori distende,
a te sorridono le distese del mare e, rasserenato, il cielo risplende di luce diffusa.
A Susana, che ha portato la sua infanzia attraverso i colibrì della Serra delle orchidee, che ha posizionato le Sfingi a guardiania del suo Giardino non formale, contravvenendo alle regole convenzionali, che ha narrato con parole e azioni il suo amore per William, per l’Arte e la Musica, che ha immaginato mondi infiniti attraverso le sue piante per regalarci l’immortalità di una idea ovvero che la Vita è Amore e Cura.
Mariangela Catuogno